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By : il : 12/03/2016 commenti : (0)

La pulizia dei denti, ovvero il trattamento di Igiene Dentale Professionale o Ablazione del tartaro, è spesso il primo al quale si è sottoposti dopo la Visita Specialistica. La pulizia dei denti consiste nella rimozione, attraverso gli ultrasuoni, degli accumuli di tartaro presenti sulle varie superfici dentali. Il nostro centro è uno dei pochi che esegue la pulizia dei denti a roma con strumenti sonici di ultimissima generazione che riducono al minimo la sensibilità intraoperatoria (gestione completa del dolore). Il tartaro ed i suoi effetti dannosi sulle gengive sono conosciuti da secoli, ma ancora oggi è purtroppo il peggiore nemico della salute orale.

Nonostante una buona diligenza nelle manovre d’igiene domiciliare esistono vari fattori che obbligano a sottoporsi  a regolari  sedute  di pulizia dei denti la cui periodicità è al massimo semestrale.L’Accademia Americana di Igiene Orale raccomanda, infatti, di eseguire la pulizia dei denti due volte l’anno, a meno di evidenti problemi gengivali o parodontaliche richiedono richiami di igiene professionale ogni 3/4 mesi. Una disposizione dei denti ordinata  facilita l’igiene permettendo l’accesso allo spazzolino sulla maggior parte delle loro superfici mentre l’affollamento dentale costituisce un evidente ostacolo alla detersione: se non si vuole correggere questo difetto occorre aumentare la frequenza delle sedute di detartrasi. In casi di parodontopatia avanzata , per  il minor potenziale di resistenza dei tessuti di sostegno dei denti e del manicotto gengivale che li circonda, s’impone un maggior controllo  con frequenza di pulizia professionale in studio anche mensile. La maggior velocità di deposizione sarà un altro fattore che consiglierà una maggiore assiduità.

Qualora i residui di cibo non vengano completamente rimossi nel corso dell’igiene domiciliare quotidiana, una grande quantità di batteri vi si localizza intorno dando luogo così alla formazione della “placca”; quest’ultima costituirà poi la matrice per la successiva organizzazione del deposito, che avverrà per precipitazione di sali minerali contenuti nella saliva. Infatti il Ph della saliva (ovvero il grado di acidità o basicità), condiziona la quantità, la velocità di formazione del precipitato e la sua composizione e, pur dipendendo dal metabolismo generale, è particolarmente legata al tipo di alimentazione.

La presenza di placca e tartaro sulle superfici dentali e a contatto con le gengive provoca una risposta infiammatoria delle stesse con conseguenti processi di sanguinamento. Questo è solo il più evidente dei problemi, infatti, una cattiva igiene orale è anche il principale motivo della retrazione delle gengive e dell’osso sottostante. Il nostro organismo cerca di mantenere sempre una distanza di sicurezza dall’insulto batterico causato dal tartaro e, così facendo, si allontana sempre più dal deposito tartarico presente sul dente. Questo si traduce in una recessione gengivale (allungamento della superficie del dente visibile) e in una conseguente riduzione della quantità di osso sottostante. Gli effetti di questo processo sono facilmente comprensibili: aumento della sensibilità dentinale (soprattutto al freddo), sanguinamento gengivale dovuto all’infiammazione, aumento della mobilità degli elementi dentali, perdita degli elementi maggiormente compromessi.

La difesa migliore consiste nella Prevenzione: occorre evitare che il tartaro si formi rimuovendo  con regolari manovre d’igiene orale i residui di cibo che si depositano sui denti dopo ogni pasto. Le zone della bocca in cui è più facile constatare la presenza del tartaro sono quelle in corrispondenza dello sbocco delle ghiandole salivari ovvero sulla superficie vestibolare (esterna) dei molari superiori e sulla superficie linguale (interna) degli incisivi inferiori, perciò attenzione alla pulizia di queste zone!

Il tartaro gengivale può essere definito come un insieme di depositi minerali fortemente adeso ai denti e colonizzato da batteri. Possiamo distinguere due tipi di depositi: quelli che si trovano sulla superficie esterna dei denti e quelli che albergano all’interno della gengiva e delle tasche parodontali. Il colore può variare dal giallo-biancastro delle concrezioni calcaree localizzate lungo il margine gengivale, al marrone scuro dovuto alla colorazione secondaria ad opera di tabacco e pigmenti derivati dal cibo(caffè, liquirizia, vino..), fino al nero del tartaro sottogengivale che aderisce più tenacemente alla superficie del dente.

Studio Pietrantoni

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